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Eolico, “Tempi
autorizzazione in Italia sotto media Ue”
Notevoli le differenze di
tempi e iter burocratici da seguire tra
paese e paese.
La palma
per l’iter autorizzativo più veloce va
alla Finlandia, in tutto 8,5 mesi.
Fanalino di coda in Europa è invece il
Portogallo dove ci vogliono 58,3 mesi,
quasi cinque anni (confronta la tabella
in basso). La ragione di tale divario va
ricercata soprattutto nella carenza di
linee guida uniformi per tutta l’Unione
europea per chi sviluppa gli impianti.
In
questa classifica l’Italia si colloca,
come si vede, al quarto posto
dietro Austria (10 mesi) e Romania
(15,26).
Lo studio evidenzia
infatti che la
durata delle procedure non è
necessariamente legata al numero di
autorità ed enti da contattare.
La Spagna, ad esempio, è uno dei paesi
dove è necessario contattare solo nove
autorità, ma è uno dei più lenti a
concedere i permessi, oltre 57 mesi. In
Italia sono 15,57 i contatti diretti e
indiretti da prendere. La Danimarca è il
paese col minor numero di autorità da
contattare, solo cinque, mentre la
Grecia quello col maggior numero, ben
41.
Notevoli, infine, le
differenze tra gli impianti eolici
onshore e quelli offshore.
Realizzare un parco eolico sulla
terraferma richiede in media un iter
burocratico di 42,32 mesi. Le
installazioni offshore necessitano
invece tempi amministrativi nettamente
inferiori, solo 18,52 mesi. In termini
di autorità da contattare sono 18,6 per
l’onshore e 22,80 per l’offshore
Iberdrola:
realizzeremo 50 parchi eolici entro il 2017
Immettere nella
rete nazionale rumena 1,5 GW di energia
eolica. Lo scopo del progetto spagnolo punta
a sfruttare la risorsa vento in un
territorio, la Romania, dalle grandi
potenzialità ‘rinnovabili’
(Rinnovabili.it) –
Iberdrola Renovables, colosso energetico
spagnolo leader nel campo delle energie
rinnovabili, ha annunciato di aver ottenuto
la concessione per collegare alla rete
elettrica rumena 1,5 GW di energia eolica.
Acquisita la licenza di connessione da parte
del gestore della rete elettrica locale ‘Transelectrica',
la compagnia spagnola ha dato inizio al
piano di sviluppo che prevede l’istallazione
di 50 nuovi parchi eolici a piccola scala.
Il progetto Dobrugia, che partirà nel 2011
per terminare nel 2017, permetterà alla
Romania di dimostrare la propria forza
energetica sul mercato est-europeo. Recenti
statistiche hanno infatti dimostrato
l’enorme potenziale elettrico del paese in
un momento in cui le risorse rinnovabili non
sono debitamente sfruttate e la domanda
energetica continua a crescere. Il sostegno
del governo, dichiaratosi più volte a favore
dei progetti energetici in questione,
servirà alla Romania per procedere verso
l’autonomia energetica visto che,
attualmente, si sta usufruendo di appena 14
MW di cui 3 istallati lo scorso anno. A
rivelarlo è la European Wind Energy
Association sottolineando come la nuova
alleanza potrà sicuramente migliorare la
situazione sia economica che energetica del
Paese.
Eolico: in Europa si
guarda alla Romania con un potenziale di 14 mila MW
Le attenzioni delle aziende europee
dell'eolico si spostano in Romania, infatti
l'Amministrazione Nazionale di Meteorologia (Anm), stima
in questa nazione un potenziale eolico di circa 14 mila
MW.
L'operatore della rete elettrica rumena abbia ricevuto
finora richieste di connessioni eoliche per complessivi
4 mila MW, di cui 600 MW già approvati. Moltissime
aziende europee stanno cercando di accaparrarsi parte
del mercato eolico rumeno, con testimonia ad esempio la
creazione di Vestas Ceu Romania, filiale locale del
colosso danese degli aerogeneratori, e da una serie di
progetti annunciati da grandi gruppi internazionali. Uno
dei progetti più grandi è quello della spagnola
Iberdrola Renovables, che conta di costruire impianti
per 1.600 MW, mentre il gruppo cipriota Cwp e
l'imprenditore Emanuel Muntmark prevedono un
investimento di 450 milioni di euro per la realizzazione
di 335 MW.Anche l'italiana Inergia ha costituito a
Costanza la filiale Land Power, con l'obiettivo di
avviare nei prossimi due anni parchi eolici per circa
250 MW. Non ultimo sia Enel che Sorgenia si sono
inserite nel mercato eolico rumento: Enel con un
progetto per 200 Mw che entreranno in funzione dal 2010,
tramite la Blue Line, società rumena che possiede i
diritti per lo sviluppo di progetti eolici nella regione
di Dobrogea; Sorgenia ha appena costituito Sorgenia
Romania, filiale con sede a Bucarest che ha come oggetto
la realizzazione e gestione di parchi eolici.
Fonte: ambienteenergia
Romania, così cresce il settore energia
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| Grazie alle direttive Ue, nuove
opportunità d'investimento per le Pmi italiane |
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Anche la Romania persegue la strada
dell'energia pulita, e, contrariamente a
paesi di molte intenzioni e pochi fatti,
intende portare avanti un serio programma di
incentivazione all'investimento, interno ed
estero, nel settore. In applicazione della
direttiva Ue sulle energie rinnovabili
2001/77/CE, il Parlamento rumeno ha emanato
la legge 220/2008 creando l'intelaiatura
necessaria allo sviluppo del business
energia rinnovabile. La legge va in realtà
intesa come un provvedimento quadro, in
attesa di regolamentazione di dettaglio –
come di frequente in questo periodo storico
relativamente all'energy – ma Bucarest
sembra realmente intenzionata a perseguire
lo sviluppo di quest'area.
Nel provvedimento oltre all'adozione del
sistema di quote e certificati, vi sono
indicazioni di natura fiscale che possono
concretamente convogliare l'attenzione degli
investitori. Viene quindi prevista un
sistema di esenzioni e riduzioni fiscali per
i primi tre anni, un'esenzione sulle accise,
la garanzia nei limiti del 50 per cento del
valore dei finanziamenti di medio e lungo
periodo a supporto dei progetti, la
riduzione del 50 per cento delle spese per
permessi amministrativi e la relativa
velocizzazione delle procedure di
concessione di autorizzazioni – sia a
livello centrale che locale –, un sussidio
relativo ai costi di elettricità consumati
dalle installazioni di energia geotermica.
Viene inoltre stabilito un diritto di
priorità nel trasporto e nell'accesso al
sistema di distribuzione, così da creare un
altro concreto vantaggio nel verde rispetto
all'energia non pulita.
Altra interessante intenzione è destinare
fondi per l'occupazione all'incentivazione
dell'assunzione nel settore. Per creare le
condizioni di investimento, il Parlamento
rumeno non ha dimenticato di prevedere il
potenziamento apparati di supporto, quali
lavori infrastrutturali di trasporto e
viabilità. Si deve ricordare che tutte le
disposizioni sopra elencate sono tuttavia
subordinate ad una successiva
regolamentazione di dettaglio che stabilirà
in concreto i metodi di applicabilità delle
misure previste, normazione che non è stata
ancora emanata dagli organi competenti,
seppure in ritardo rispetto ai termini
concessi dalla legge.
In via di considerazioni si deve riconoscere
che la Romania ha effettuato proposte
concrete, capaci di attirare l'attenzione
degli investitori stranieri, nonché di
mobilitare risorse interne; è anche
spontaneo pensare come Budapest si stia
dimostrando un esempio di efficienza,
considerando come molti altri paesi, tra cui
alcuni dell'area G8, siano fermi alle
dichiarazioni di intento.
Le misure pensate sembrano affiancare alle
classiche proposte fiscali per gli
investimenti, anche concrete idee sul piano
strutturale del sistema Romania. Non si deve
dimenticare che uno dei freni che da sempre
accompagnano la diffidenza dell'investitore
straniero è la presenza nell'Europa
orientale, di una forte burocratizzazione di
derivazione storica comunista, che spesso
comprime l'iniziativa imprenditoriale
estera, dato comune anche al sistema Italia.
Con meno di 5000 euro di reddito procapite
annuo, un Pil cresciuto del 6 per cento nel
2006 e dell'8,2 nel 2008, La Romania è stata
ed attualmente è un territorio-chiave per la
delocalizzazione delle imprese italiane,
spinte anche dalla facilitazione linguistica
assente in altri paesi tipo come la Cina.
L'entrata relativamente recente del paese
nell'Ue ha poi incrementato l'interesse
dell'impresa su questo Stato, che ora si
avvale delle agevolazioni e degli strumenti
comunitari seppur con alcune differenze,
quali la valuta che resta quella nazionale –
tra l'altro recentemente riformata La
questione investimenti stranieri in Romania
rappresenta un percorso omogeneo, che
partiva strutturalmente già dal 2008, quando
rilevanti imprese del settore energetico si
dichiaravano interessate al mercato locale.
Già allora veniva fatta notare la mancanza
di stabilità politica dell'amministrazione
sul settore, di facilitazioni nelle
condizioni di associazione, di previsione di
prezzi interessanti ed altri argomenti che
rendevano incerte le decisioni
sull'investimento. La legge 220/08 si pone
in prosieguo di questo dialogo, individuando
mezzi che paiono interessanti sia per
l'investitore interno che straniero. Da un
punto di vista legale le relative operazioni
necessitano di più di un'accortezza, come
chi lavora transnazionalmente già sa. La
struttura negoziale potrà essere pensata sia
come investimento diretto che come
operazione in cooperazione con partners
locali, opzione che si tende a consigliare.
La procedura avrà bisogno di uno studio
locale per l'ausilio all'aggiudicazione di
eventuali tenders, coordinata con il gestore
dell'operazione dall'Italia, sia esso uno
studio legale o fiscale esperto in
internazionalizzazione.
a cura di Scognamiglio
International Law Firm
www.slslex.com
In
Romania quattro centrali
firmate Espe Energia
Espe Energia, società padovana del gruppo Espe, è stata protagonista in
Romania con una giornata evento,
il 2 luglio scorso, durante la
quale sono state inaugurate
quattro centrali idroelettriche.
Fondata nel 2004 con capitale
interamente privato, Espe
Energia è stata la prima azienda
straniera in Romania a
posizionarsi nel mercato della
produzione di energia
idroelettrica e dello
sfruttamento di fonti
rinnovabili. Grazie all’acquisto
iniziale di cinque centrali
idroelettriche nella regione di
Maramures, si è ritagliata fin
da subito il ruolo di
protagonista come dimostrato nel
2007 dal secondo posto nazionale
ottenuto, per le piccole e medie
imprese, dal Consiglio nazionale
imprese private e nel dominio
Produzione energia elettrica.
Nel corso degli anni, grazie
all’intervento e
all'investimento di Espe
Energia, è stato sviluppato uno
specifico piano di investimenti
che ha previsto, tra le altre
opere, la revisione o la
produzione di nuove turbine e di
nuovi apparati elettrici, il
tutto realizzato internamente al
gruppo, ristrutturazioni e
ammodernamenti vari. Il
risultato che emerge è che le
quattro centrali attualmente a
regime presentano una potenza
complessiva di circa 7MW, per
una produzione media annua di
17.500.000 kWh (più 119%
rispetto ai valori iniziali del
2004).
Il gruppo Espe, dopo il primo
investimento finalizzato
all’acquisto delle cinque
centrali idroelettriche, ha
iniziato uno sviluppo di studi e
progettazioni per lo
sfruttamento di altre
opportunità e di iniziative
collaterali volte ad ampliare le
possibilità di investimento in
diverse regioni della Romania.
Eolico/ Cwp intende
continuare a investire in Romania e Balcani
di Apcom
La società ha venduto parco da 600 Mw a ceca Cez per 300 mln euro
Roma, 27 apr. (Apcom-Nuova Europa) - Continental Wind Partners (Cwp),
sviluppatore statunitense di progetti eolici, che lo scorso anno ha
venduto il parco romeno di Dobrogea da 600 megawatt alla ceca Cez, ha
annunciato che i 300 milioni di euro frutto della transazione verranno
nuovamente investiti in progetti del settore eolico in Romania e nel
resto dei Balcani. La notizia è riportata dal quotidiano economico
romeno Ziarul Financiar. "La somma che abbiamo ottenuto dalla vendita
del progetto apre le porte verso una serie di nuovi Paesi dove vogliamo
sviluppare centrali eoliche: Australia, Croatia, Bulgaria, Serbia e
nuovamente Romania - ha dichiarato Adam de Sola Pool direttore esecutivo
di Cwp - In Romania abbiamo fatto il nostro primo grande affare". La
compagnia, infatti, ha avuto un guadagno sostanzioso dalla costruzione e
vendita del parco di Dobrogea a Cez. Cwp ha investito 12 milioni di euro
per sviluppare la centrale da 600 Mw e ne ha incassati 300 milioni. La
compagnia statunitense aveva deciso di vendere per mancanza di fondi e
perché ancora il governo romeno non aveva approvato una legislazione di
sostegno per le energie rinnovabili, arrivata subito dopo alla fine del
2008.
FONDI EUROPEI PER L’INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI
(ICE) - ROMA, 07 APR - Il Parlamento Europeo ha stabilito che gli Stati
membri possono utilizzare fino al 4% del totale dei fondi stanziati a
livello nazionale attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FEASR)
per le spese relative al miglioramento dell'efficienza energetica nelle
abitazioni e all'impiego di energia da fonti rinnovabili.
In tal modo il FEASR sarà in grado di co-finanziare, ad esempio, le
autorità nazionali, regionali o locali per l'installazione di finestre
duplex, pannelli solari o per la sostituzione delle vecchie caldaie con
altre più efficienti in termini di consumo di energia. La decisione del
Parlamento Europeo non prevede l’aumento dei fondi destinati agli Stati
membri attraverso il FEASR, ma solo la possibilità di un utilizzo piu’
ampio.
Per la Romania sono stati stanziati 3,7 miliardi di euro nel periodo
2007-2013. (ICE BUCAREST)
IL COMUNE DI AVRIG
REALIZZERÀ IL PRIMO PARCO INDUSTRIALE
ALIMENTATO CON ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI
(ICE) - ROMA, 09 APR - Il Comune di Avrig (Provincia di Sibiu) ha reso
nota l’intenzione di realizzare il primo parco industriale della Romania
che utilizzerà solo energia rinnovabile, e per la cui costruzione sarà
bandito un referendum consultivo.
La Zona Industriale Avrig Sud si estende su una superficie di 100 ettari
e il parco industriale sarà realizzato in prossimità del fiume Avrig.
Dei 100 ettari della Zona Industriale, 60 saranno occupati dal Progetto
Roses. Qui saranno costruiti 24 capannoni industriali, concepiti in modo
tale che ciascun tetto potrà sostenere dei panelli solari di grandi
dimensioni che forniranno tutta l’energia elettrica e termica necessaria
al funzionamento degli impianti, ha detto il Sindaco Arnold Klingeis.
Il Sindaco ha reso noto che poiché questo progetto avrà un considerevole
impatto sugli abitanti di Avrig, è stato indetto per la giornata del 26
aprile 2009 un Referendum consultivo grazie al quale tutti gli abitanti
di Avrig potranno esprimere il loro parere sul progetto e sulla sua
realizzazione nella Zona Industriale Avrig Sud.
Un'altra fonte di energia rinnovabile che alimenterà tutti i complessi
industriali e i due quartieri residenziali di Avrig sarà una centrale
termoelettrica funzionante a biogas.
Intorno ad Avrig è comunque prevista la costruzione di altre centrali a
energia rinnovabile, in particolare 2 centrali idro-elettriche sul fiume
Avrig e una centrale termoelettrica per produzione di energia da
biomasse.
Gli abitanti di Avrig saranno i primi a beneficiare di questo progetto,
poiché oltre al fatto che si creeranno nuovi posti di lavoro, potranno
utilizzare energia e acqua calda a basso prezzo, con benefici per lo
sviluppo economico e sociale della città.
Per quanto riguarda i finanziamenti, lo sviluppo della zona Industriale
Avrig Sud sarà sostenuto da fondi privati, raccolti dal Comune di Avrig,
e da fondi europei che permetteranno la realizzazione delle
infrastrutture.
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